Performance: Agenti del Dono

sabato 31 ottobre
dalle 19:00 alle 23:00
presso Trama, via Mazzini 44/D

Agenti del Dono

“Agenti del Dono” è un’azione artistica partecipativa che mette in discussione il ruolo dell’autore e il rapporto tradizionale tra artista, opera e pubblico.

Ai partecipanti viene offerta la possibilità di scegliere e portare con sé una piccola tela realizzata dall’artista. In cambio, viene chiesto di lasciare un segno su una tela bianca: un disegno, una parola, una frase, un pensiero, una traccia anche minima.

Lo scambio introduce una relazione elementare ma significativa: un’opera viene donata e in cambio si offre un gesto. Il valore dell’azione non risiede nella realizzazione di un oggetto artistico individuale, ma nella possibilità di costruire una nuova opera attraverso una pluralità di presenze.

I segni lasciati dal pubblico saranno infatti raccolti e successivamente rielaborati in studio, diventando la materia di un nuovo dipinto. L’opera finale non sarà il risultato di un unico gesto autoriale, ma la trasformazione di una molteplicità di gesti, pensieri e tracce individuali in un’unica immagine.

In questo processo la figura dell’autore viene decostruita: l’artista non produce l’opera dall’inizio alla fine, ma assieme ad altri crea le condizioni perché l’opera possa accadere. L’autorialità si sposta dal gesto del fare a quello del predisporre, raccogliere, mettere in relazione e trasformare.

Anche il rapporto con la tecnica viene messo in discussione. Non è necessario il pennello, così come non è necessaria una competenza specifica per partecipare. Un segno elementare, una parola o una traccia diventano sufficienti per entrare nel processo creativo. L’azione allontana l’idea dell’arte come pratica riservata a chi possiede strumenti, abilità o conoscenze specialistiche e restituisce al gesto una dimensione originaria, libera e accessibile.

Il pubblico non è spettatore, ma parte della costruzione dell’opera. Ogni partecipante lascia qualcosa di sé senza sapere esattamente quale sarà la destinazione del proprio segno. La singola traccia perde la propria autonomia per entrare in una composizione collettiva, dove ciò che conta non è l’identità del singolo gesto, ma la relazione che esso stabilisce con tutti gli altri.

Il dipinto finale nasce dalla sottrazione dell’autore e dalla moltiplicazione delle presenze. È un’opera che si costruisce attraverso uno scambio, che prende forma nel tempo e che conserva, nella propria origine, la dimensione imprevedibile dell’incontro.

Il progetto si interroga così su cosa significhi oggi essere autore, su chi possa produrre un’opera e su dove inizi realmente l’atto artistico: nel gesto di chi traccia un segno, nella scelta di chi lo raccoglie, oppure nella trasformazione successiva che li mette insieme.

Il dono diventa un dispositivo di apertura: si dona un’opera per ricevere una traccia, e da quelle tracce nasce una nuova opera che appartiene a nessuno e, nello stesso tempo, a tutti.

 

Martino Neri nasce a Faenza il 2 novembre del 1986 e matura presto una sensibilità verso l’espressione pittorica.

Nel 2008 consegue il diploma presso l’Istituto D’Arte G. Ballardini di Faenza e inizia a frequentare gli ambienti artistici locali. Prosegue il suo percorso presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze dove si diploma in pittura con tesi in Fenomenologia delle arti contemporanee dal titolo “Costellazione Transavanguardia” con i professori Umberto Bisi e Mauro Pratesi, si specializza poi in Arti visive e nuovi linguaggi espressivi presentando “Strutture Primarie“ con i professori Betti e Bruni.

Dal 2023 è docente di Design della Ceramica presso il Liceo Torricelli Ballardini di Faenza.

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